Quando un appartamento in condominio è oggetto di usufrutto, la gestione delle spese condominiali può generare dubbi. Chi deve pagare le spese straordinarie: il nudo proprietario o l’usufruttuario? La risposta non è sempre intuitiva, ma è importante conoscerla per evitare incomprensioni e contenziosi.
Che cosa sono nuda proprietà e usufrutto
Prima di entrare nel merito delle spese, è utile ricordare cosa significano questi termini. Quando un immobile è diviso tra nuda proprietà e usufrutto, abbiamo due soggetti con diritti diversi:
- Il nudo proprietario è il proprietario “sulla carta”, ma non può usare l’immobile finché dura l’usufrutto
- L’usufruttuario ha il diritto di abitare l’immobile e di goderne i frutti (ad esempio affittandolo), ma non ne è proprietario
Questa situazione si verifica spesso in famiglia, ad esempio quando i genitori donano la nuda proprietà ai figli riservandosi l’usufrutto, oppure quando un coniuge eredita l’usufrutto e i figli la nuda proprietà.
La distinzione tra spese ordinarie e straordinarie
Nel condominio distinguiamo due tipi di spese:
- Spese ordinarie: sono quelle di gestione corrente (pulizie, manutenzione ordinaria, utenze comuni, amministratore)
- Spese straordinarie: riguardano interventi eccezionali e miglioramenti (rifacimento del tetto, sostituzione dell’ascensore, ristrutturazione della facciata)
Questa distinzione è fondamentale perché determina chi deve pagare.
Chi paga le spese straordinarie
In linea generale, il Codice Civile stabilisce che le spese straordinarie sono a carico del nudo proprietario. Il principio è semplice: chi è proprietario dell’immobile sostiene gli investimenti che ne migliorano o conservano il valore nel tempo.
L’usufruttuario, invece, è tenuto a pagare le spese di ordinaria amministrazione e manutenzione, proprio perché è lui a utilizzare concretamente l’immobile e a beneficiare dei servizi comuni.
E le spese ordinarie?
Le spese ordinarie condominiali spettano all’usufruttuario. Questo include:
- Pulizia e illuminazione delle parti comuni
- Manutenzione ordinaria dell’ascensore
- Riscaldamento centralizzato
- Compenso dell’amministratore
- Piccole riparazioni
Il ragionamento è che chi abita e usa l’immobile deve sostenere i costi della gestione quotidiana.
Situazioni particolari
Esistono alcune zone grigie. Ad esempio, la sostituzione di una caldaia condominiale può essere considerata straordinaria se si tratta di un impianto nuovo e più efficiente, oppure ordinaria se è una semplice sostituzione necessaria. In questi casi può essere utile verificare le delibere assembleari e, se necessario, chiedere chiarimenti all’amministratore.
Inoltre, nudo proprietario e usufruttuario possono sempre accordarsi diversamente, stabilendo per iscritto una ripartizione differente delle spese. Questi accordi privati sono validi tra le parti, ma verso il condominio rimane responsabile chi è indicato dalla legge.
In pratica
- Se sei usufruttuario, preparati a pagare le spese di gestione ordinaria del condominio, mentre le spese straordinarie (lavori importanti, migliorie) spettano al nudo proprietario
- Se sei nudo proprietario, anche se non abiti nell’immobile dovrai contribuire alle spese straordinarie deliberate dall’assemblea
- Controlla sempre le delibere assembleari per capire se una spesa è classificata come ordinaria o straordinaria
- In caso di dubbio sulla natura di una spesa, chiedi chiarimenti all’amministratore prima di contestare
- Se possibile, mettete per iscritto eventuali accordi diversi tra nudo proprietario e usufruttuario, per evitare incomprensioni future
Articolo informativo di carattere generale, non costituisce consulenza legale o fiscale su casi specifici.

Lascia un commento