Capita più spesso di quanto si pensi: a fine anno, tirando le somme, il condominio scopre di aver speso meno di quanto preventivato. Magari alcuni lavori sono costati meno del previsto, oppure non si sono verificate emergenze, o semplicemente i consumi sono stati inferiori alle stime. Il risultato? Un avanzo di cassa, cioè una somma residua nelle casse condominiali. Ma cosa se ne fa di questi soldi?
Cos’è l’avanzo di cassa
L’avanzo di cassa è la differenza positiva tra quanto i condomini hanno versato durante l’anno (in base al preventivo approvato) e quanto effettivamente speso. Non è un guadagno del condominio, ma semplicemente denaro che appartiene ai condomini e che è rimasto nelle casse comuni.
Si tratta di una situazione del tutto normale e lecita: nessuno ha sbagliato i conti, semplicemente le previsioni erano prudenziali o gli eventi sono stati favorevoli.
Cosa può decidere l’assemblea
Il destino dell’avanzo viene deciso dall’assemblea dei condomini, che ha sostanzialmente tre opzioni:
- Ripartirlo tra i condomini: l’assemblea può decidere di restituire a ciascuno la propria quota di avanzo, calcolata in base ai millesimi. Ogni condomino riceverà quindi un piccolo rimborso o vedrà ridotta la rata successiva.
- Accantonarlo per spese future: la soluzione più comune e prudente. L’avanzo viene lasciato in cassa e destinato a coprire spese straordinarie future, lavori programmati o semplicemente a ridurre le rate dell’anno successivo.
- Destinarlo a un fondo specifico: l’assemblea può decidere di vincolare quella somma a uno scopo preciso, ad esempio la manutenzione dell’ascensore, il rifacimento del tetto o la creazione di un fondo di emergenza.
La scelta dipende dalle esigenze del condominio e dalla volontà dei condomini. In linea generale, è consigliabile mantenere una riserva per far fronte a imprevisti, evitando così di dover richiedere contributi straordinari urgenti.
Chi decide e come
La decisione spetta all’assemblea ordinaria, quella che approva il rendiconto consuntivo (cioè il bilancio finale dell’anno). L’amministratore presenta i conti, evidenziando l’eventuale avanzo, e propone una soluzione. I condomini votano secondo le maggioranze previste per le delibere ordinarie.
È importante che la decisione sia verbalizzata chiaramente, così da evitare contestazioni future. Se l’avanzo viene accantonato, deve risultare dal bilancio come voce specifica.
Attenzione agli accantonamenti obbligatori
Va ricordato che, prima di parlare di avanzo liberamente disponibile, il condominio deve aver rispettato eventuali accantonamenti obbligatori previsti dalla legge o dal regolamento. Ad esempio, se ci sono lavori straordinari già deliberati ma non ancora pagati, quella somma va riservata e non può essere distribuita.
E se l’assemblea non decide nulla?
In assenza di una delibera specifica, l’avanzo resta semplicemente in cassa e viene riportato nel bilancio dell’anno successivo, riducendo di fatto il fabbisogno di nuovi versamenti. Non si perde, ma rimane a disposizione del condominio.
In pratica
- L’avanzo di cassa è normale e appartiene ai condomini: non è un errore né un guadagno illecito.
- L’assemblea può restituirlo, accantonarlo per il futuro o destinarlo a spese specifiche: la scelta va deliberata formalmente.
- Mantenere una riserva è prudente: evita di dover chiedere soldi extra in caso di imprevisti.
- Prima di distribuire l’avanzo, verificate che non ci siano accantonamenti obbligatori o lavori già deliberati da coprire.
- Se l’assemblea non decide, l’avanzo resta in cassa e riduce le spese dell’anno successivo.
Articolo informativo di carattere generale, non costituisce consulenza legale o fiscale su casi specifici.








