Può capitare che il Comune, a seguito di accertamenti da parte dei Vigili del Fuoco o della polizia locale, emetta un’ordinanza di inagibilità per un edificio condominiale a causa di gravi carenze nelle misure di sicurezza antincendio. Si tratta di situazioni delicate, che possono comportare lo sgombero immediato delle unità abitative e l’obbligo di eseguire urgentemente lavori di messa in sicurezza.
Quando scatta l’ordinanza di inagibilità
L’ordinanza sindacale di inagibilità viene emessa quando sussiste un pericolo concreto per l’incolumità delle persone. Nel caso specifico della sicurezza antincendio, le cause più frequenti sono:
- assenza o inadeguatezza delle vie di fuga e delle uscite di sicurezza;
- mancanza di sistemi di rilevazione fumi o di estinzione incendi;
- utilizzo improprio di spazi comuni (ad esempio cantine o corridoi trasformati in depositi di materiali infiammabili);
- impianti elettrici obsoleti o non a norma;
- modifiche strutturali non autorizzate che hanno compromesso la compartimentazione antincendio.
Il Sindaco, in qualità di autorità sanitaria locale, ha il potere-dovere di intervenire a tutela della pubblica incolumità, anche ordinando lo sgombero immediato dell’edificio fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.
La promiscuità strutturale: un fattore aggravante
Un aspetto che complica ulteriormente la questione è la cosiddetta “promiscuità strutturale”, cioè la presenza nello stesso edificio di unità abitative e attività commerciali, artigianali o produttive. Questa situazione è piuttosto comune nei condomini urbani, dove i piani terra ospitano negozi, uffici o magazzini.
La compresenza di diverse destinazioni d’uso rende più stringenti i requisiti di sicurezza antincendio. Le normative prevedono infatti standard più elevati quando in un edificio coesistono abitazioni e attività che comportano maggiori rischi (per affluenza di pubblico, deposito di merci, utilizzo di macchinari). In questi casi, le carenze impiantistiche o strutturali possono essere valutate con maggiore severità dalle autorità competenti.
Chi deve intervenire e come
Di fronte a un’ordinanza di inagibilità per motivi antincendio, il condominio deve agire rapidamente. La responsabilità di eseguire i lavori necessari ricade generalmente sull’assemblea condominiale, che deve deliberare gli interventi sulle parti comuni. L’amministratore ha il compito di convocare con urgenza l’assemblea e, una volta ottenuta l’approvazione, di affidare i lavori a tecnici qualificati.
È importante sapere che:
- i lavori di messa in sicurezza hanno carattere di urgenza e possono essere approvati anche con maggioranze ridotte rispetto a quelle ordinarie;
- se l’assemblea non delibera o se i condomini morosi impediscono il raggiungimento del quorum, l’amministratore o anche un singolo condomino possono rivolgersi all’autorità giudiziaria per ottenere un provvedimento d’urgenza;
- le spese per gli interventi sulle parti comuni vengono ripartite secondo i millesimi di proprietà;
- eventuali carenze che riguardano singole proprietà private (ad esempio un impianto elettrico di un negozio) sono a carico del singolo proprietario.
Conseguenze per proprietari e inquilini
L’ordinanza di inagibilità comporta il divieto di utilizzare gli immobili fino al ripristino delle condizioni di sicurezza. Questo significa che:
- gli inquilini devono lasciare temporaneamente l’abitazione;
- i proprietari non possono rientrare nelle proprie unità;
- le attività commerciali devono sospendere l’esercizio.
Per gli inquilini, la situazione può configurare un’ipotesi di impossibilità temporanea di godimento dell’immobile, con conseguente sospensione dell’obbligo di pagare il canone. I proprietari, dal canto loro, potrebbero rivalersi sul condominio se l’inagibilità deriva da negligenza nella manutenzione delle parti comuni, ma ogni caso va valutato nelle sue specificità.
In pratica
- Prevenzione: verificate periodicamente lo stato degli impianti comuni e delle vie di fuga; non utilizzate cantine, corridoi o vani scala come depositi improvvisati.
- Manutenzione: fate eseguire controlli regolari da parte di tecnici qualificati, soprattutto se il condominio ospita attività commerciali o è datato.
- Tempestività: se arriva un’ordinanza di inagibilità, convocate immediatamente l’assemblea e affidatevi a professionisti esperti in sicurezza antincendio.
- Documentazione: conservate certificazioni, verbali di ispezione e attestati di conformità degli impianti: possono essere utili in caso di contestazioni.
- Collaborazione: in situazioni di emergenza, la collaborazione tra condomini è fondamentale per risolvere rapidamente il problema e rientrare nelle abitazioni.
Articolo informativo di carattere generale, non costituisce consulenza legale o fiscale su casi specifici.

Lascia un commento