Capita spesso che il mandato dell’amministratore di condominio giunga a scadenza, ma per vari motivi – difficoltà a convocare l’assemblea, ritardi organizzativi o mancanza di candidati – passino settimane o addirittura mesi prima che venga nominato il nuovo amministratore. In questo periodo di transizione, l’amministratore uscente continua di fatto a svolgere le sue funzioni: gestisce le spese ordinarie, coordina i fornitori, risponde alle richieste dei condomini. Ma ha diritto a essere retribuito per questo lavoro?
La prorogatio: cosa prevede la legge
Il Codice Civile stabilisce che l’amministratore di condominio rimane in carica fino alla nomina del successore, anche se il suo mandato è formalmente scaduto. Questo principio, chiamato prorogatio, serve a garantire la continuità nella gestione del condominio ed evitare vuoti amministrativi che potrebbero danneggiare la collettività.
Durante questo periodo di proroga automatica, l’amministratore conserva tutti i poteri e le responsabilità che aveva prima della scadenza: può compiere gli atti ordinari di amministrazione, pagare le utenze, gestire le emergenze e convocare l’assemblea per la nomina del nuovo amministratore.
Il nodo del compenso
La questione del compenso in regime di prorogatio è stata a lungo dibattuta. In passato, alcuni orientamenti ritenevano che l’amministratore scaduto dovesse proseguire gratuitamente, considerando la proroga come un dovere civico o un obbligo legale senza corrispettivo.
Tuttavia, la giurisprudenza più recente ha progressivamente riconosciuto che anche durante la prorogatio l’amministratore ha diritto a un compenso adeguato. Il ragionamento è semplice: se continua a svolgere le stesse mansioni, con le stesse responsabilità e lo stesso impegno, sarebbe ingiusto pretendere che lo faccia gratuitamente.
Quanto spetta all’amministratore in proroga
In linea generale, l’amministratore in regime di prorogatio ha diritto a un compenso proporzionato al lavoro effettivamente svolto. Non si tratta necessariamente dell’intero importo annuale previsto dal contratto scaduto, ma di una remunerazione commisurata al periodo e alle attività concretamente espletate.
Il criterio più diffuso è quello del quantum meruit, cioè “quanto meritato”: si calcola il compenso in proporzione ai mesi o alle settimane di proroga, tenendo conto delle mansioni ordinarie svolte. Se durante questo periodo l’amministratore ha dovuto gestire situazioni straordinarie o particolarmente impegnative, questo può giustificare un adeguamento.
Come viene determinato il compenso
Nella pratica, il compenso per il periodo di prorogatio può essere stabilito in diversi modi:
- Delibera assembleare: l’assemblea che nomina il nuovo amministratore può contestualmente deliberare il compenso spettante al predecessore per il periodo di proroga.
- Accordo diretto: l’amministratore uscente e il condominio possono trovare un’intesa sul compenso dovuto, evitando contenziosi.
- Intervento giudiziale: se non si raggiunge un accordo, l’amministratore può rivolgersi al giudice, che determinerà l’importo equo sulla base del lavoro svolto e delle tariffe professionali consuete.
Limiti e responsabilità
È importante sottolineare che la prorogatio non può durare indefinitamente. L’amministratore uscente ha l’obbligo di convocare tempestivamente l’assemblea per la nomina del successore. Se ritarda senza giustificato motivo, potrebbe perdere il diritto al compenso per il periodo eccedente o incorrere in responsabilità.
Allo stesso modo, durante la proroga l’amministratore deve limitarsi agli atti di ordinaria amministrazione, evitando decisioni straordinarie che spettano al nuovo incaricato o all’assemblea.
In pratica
- La proroga è automatica: quando il mandato scade, l’amministratore resta in carica fino alla nomina del nuovo, senza bisogno di delibere specifiche.
- Il compenso è dovuto: l’orientamento prevalente riconosce il diritto a una remunerazione proporzionata per il periodo di proroga, calcolata in base al lavoro effettivamente svolto.
- Convocate l’assemblea rapidamente: per evitare incertezze e costi aggiuntivi, è importante nominare il nuovo amministratore il prima possibile.
- Documentate le attività: se siete amministratori in proroga, tenete traccia delle mansioni svolte per giustificare il compenso richiesto.
- Cercate l’accordo: una delibera assembleare chiara sul compenso per la prorogatio evita future contestazioni e contenziosi costosi per tutti.
Articolo informativo di carattere generale, non costituisce consulenza legale o fiscale su casi specifici.

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